venerdì 4 dicembre 2020

SETI

Credo che per molti la sigla SETI sia ignota ma, niente paura, c'è sempre Wikipedia (peraltro ricordiamoci a Natale di sostenerla) che ci ricorda tutto. Per i pigri ricordo che si trattava di un progetto teso a "scovare" intelligenze extra terrestri. Dico subito che non ne ha trovate, forse sono troppe furbe per farsi beccare. Ma è stata una bella avventura anche perché era possibile partecipare con il proprio computer alla analisi dei dati tramite il software "seti@home" a cui ho partecipato anche io con i computer(s) dell'ufficio. Si trattava di elaborare le osservazioni fatte tramite il radiotelescopio di Arecibo che è il secondo "protagonista" di questo post. Magari i radiotelescopi non sono il vostro forte ma se avete guardato il film, della serie 007, "GoldenEye", lo avete visto bene nelle scene finali (anche se nella realtà non è in un lago). Un paio di giorni fa questo "oggetto", una sorta di parabola di oltre 300 metri di diametro è crollato (vedi) . Aveva già subito un paio di guasti grossi ma alla fine quello che lo ha davvero distrutto erano i costi di manutenzione molto ed una sorta di obsolescenza visto che l'osservazione astronomica fatta fuori dal pianeta Terra è molto più efficace. Ma con lui muore anche il sogno di Carl Sagan, l'astronomo morto nel 1996, ideatore del progetto SETI (e tanto per stare in tema cinematografico citato in "Contact"). Erano altri tempi, figli di una certa cultura hippy che pensavano alla fratellanza addirittura universale. Oggi non riusciamo più a mettere d'accordo alcuno, ogni faccenda diventa uno scontro totale in cui si è ferocemente pro o contro. Chissà, forse gli alieni non hanno voluto farsi trovare da gente così rissosa come i terrestri.
 

martedì 1 dicembre 2020

Guardie e ladri

Ho sempre detto che apprezzo il sindaco di Milano la citta in cui vivo, Beppe Sala. Non è ancora chiaro se si ricandiderà, ma nel caso avrà il mio voto. Ma questo non significa che non abbia critiche da muovergli soprattutto quando si espone un po' troppo sui social con uscite non sempre azzeccate. Dopo l'estate quando si iniziava a vedere l'effetto della "spensieratezza" di agosto aveva affermato che i cittadini dovevano essere responsabili "non si può mica giocare a guardia e ladri". Come è andata lo sappiamo tutti, contagi schizzati e proprio Milano è diventata una sorta di Wuhan italiana. Ma quello riguarda la pandemia dove un po' tutti non vedevano l'ora di tornare ai bei vecchi tempi. Ma adesso arriva una bocciatura davvero pesante. Come riporta "MilanoToday" è uscita la classifica (elaborata da "Italia Oggi" e la università "La Sapienza") sulla vivibilità delle città italiane. Sono il primo a prendere con le pinze tali classifiche ma il fatto che in termini di sicurezza Milano si posizioni al penultimo posto non va bene. Posso anche credere che la percezione sia amplificata dalla lente mediatica ma in effetti da cittadino devo ammettere che non hai proprio una sensazione di sicurezza. La sera (prima del coprifuoco ovvio) la città è sostanzialmente in balia di sè stessa. Merito dei vigli che brillano per assenze ma anche le altre forze dell'ordine non dovrebbero stare in caserma a raccogliere denunce per furti di cellulari ma pattugliare il territorio. Poi vi sono molte situazioni di disagio (leggasi clochard e compagni) che non sono forse pericolose ma non aiutano a sentirsi sicuri (penso ai mezzi pubblici sempre la sera). Quindi caro Sala, capisco che la figura del sindaco sceriffo alla Gentilini non le si confà ma il fatto che Treviso sia al settimo posto della classifica generale "temo" dipenda molto dal suo terzo posto in quella della sicurezza. Neppure a me è mai piaciuto Gentilini ma forse ci vuole una "terza via".

 

lunedì 30 novembre 2020

Documenti

Vi racconto un piccolo aneddoto : parecchi giorni fa il tram sul quale  mi trovavo ha avuto un piccolo incidente con una autovettura. Siccome il comportamento del guidatore dell'auto è stato a dir poco irritante ho aderito alla richiesta di testimoniare sull'accaduto. Quindi mi è arrivato un plico da ATM, la società che gestisce i trasporti pubblici di Milano, dove, oltre ad un formulario da restituire è previsto che si alleghi un documento di identità e il codice fiscale. La mia prima reazione sarebbe stata di buttare tutto nella campana della carta ma ricordando il guidatore ho deciso di sottopormi alla menata di scansioni e stampe. Ovvio che non è prevista nessuna modalità elettronica ma mi domando tuttora perché questi buontemponi di ATM vogliano tale documentazione ma da qui è nata luna considerazione. Allora in Italia abbiamo : la patente di guida che nella nuova versione carta di credito non contiene neppure la residenza quindi serve a poco. Pensate che a Milano si può accedere alle discariche solo in macchina (è così fatevene una ragione) ma occorre dimostrare che sei residente a Milano. Quindi ti presenti alla discarica e la patente non basta, se la carta di circolazione della tua autovettura è del PRA di Milano sei a posto sennò fai il ballo di ritorno. Passiamo a carta di identità e passaporto, tutto bene ma non prevedono il codice fiscale cosa che è ammissibile per il passaporto meno per la carta di identità. Ed eccoci al tesserino sanitario che contiene il codice fiscale ma essendo senza foto non vale come identificativo. Insomma se pigliate una macchina portatevi almeno 3 documenti! Direi che i buontemponi dell'ATM sono in buona compagnia. Ma soprattutto la mancanza del codice fiscale sui documenti (diciamo veri) mi sembra grave visto che tutto ciò che riguarda la sanità è proprio legato a questo codice, giustamente visto che è univoco. E di questi tempi non è cosa da poco. Ed ecco una notizia (vedi) che potrebbe avere effetti notevoli : la compagnia aerea Qantas accetterà solo passeggeri vaccinati (quando i vaccini saranno disponibili ovvio). Il fatto che sia australiana non è un caso ma qui si apre un bel problema perché se questo esempio sarà seguito da altre compagnie (cosa forse probabile  e forse auspicabile) sarà necessario creare un passaporto sanitario che valga a livello mondiale. Al confronto l'ESTA americano sembrerà una sciocchezza. Sarà da capire come gestire il tutto ma se la pandemia creerà un passaporto planetario almeno ci lascerà qualcosa di buono.

domenica 29 novembre 2020

Boeing

Oggi parlare male di una compagnia aerea è davvero sparare sulla Croce Rossa ma ho sempre avuto poca simpatia per loro e oltre tutto mi da l'occasione per non parlare solo di pandemia. Come riporta "IlPost" il Boeing 737 Max ha ripreso i voli. Parliamo di un altra epoca, quelli in cui si volava come se non ci fosse domani e ci furono due crash che costarono la vita a oltre 300 persone. Il CEO della compagnia (non ne ricordo il nome ma sono convinto che il suo stipendio richieda 6 o addirittura 7 cifre per essere espresso) dichiarò che in due settimane avrebbero corretto il software. Era il 29 ottobre 2018 (giorno più, giorno meno). Chissà se questo buontempone è ancora in carica ma tanto costoro cadono sempre in piedi. Comunque dopo quasi 2 anni il 737 Max torna nei cieli. L'articolo citato oltre a ripercorrere tutte le tappe di questa brutta storia lancio un grido d'allarme sul futuro, perché il sistema di controlli degli Stati Uniti d'America è piuttosto "bucato" (o bacato se preferite). Esiste una agenzia governativa preposta ai controlli la quale demanda alle aziende costruttrici di eseguirli. Ora in Italia avremmo già sollevato due sopraccigli e avremmo gridato al conflitto di interessi ma gli americani no. Anzi (e qui vi è una delle tante differenze tra le due sponde dell'Atalntico) ne sono consci e soprattutto convinti che sia la scelta corretta in quanto "è interesse della azienda costruttrice stessa che gli aerei non cadano"! Ma come ha detto il "New York Times" (giornale notoriamente molto comunista) questo è un caso di "capitalismo andato storto". Con buona pace dei 346 morti. Ma la gravità della cosa è che modificare questa situazione richiede una doppio passaggio parlamentare trattandosi di una agenzia federale. Sicuramente i "colleghi" di Trump sarebbero per non fare nulla (e infatti nulla hanno fatto finora), ma ammesso che i Democratici raggiungano il controllo di entrambe le camere, avranno voglia di "accanirsi" su un settore in crisi come quello aereo che però è di una importanza assoluta per il paese? Allacciate le cinture.

 

sabato 28 novembre 2020

NIMBY

Il titolo del post è tutto in maiuscole perché è un acronimo, per chi non lo conosce già sta per : "Not In My Back Yard". Ossia non a casa mia. La sigla (come ci ricorda Wikipedia) nasce negli anni 80 negli States ed affonda le radici in certi contesti di protesta tipicamente ambientalisti ma poi si è diffusa anche ad altre cause. Una sua versione (davvero molto lontana dall'originale) la vediamo in questi giorni a Milano. Sappiamo molto bene che uno dei gravi problemi della pandemia è la gestione dei positivi, soprattutto quelli asintomaci che devono stare "solo" in isolamento domiciliare. Come già detto le soluzioni che sono state applicate in Asia (tipo i famosi "ospedali" di Wuhan) non sono applicabili da noi ma si è cercato almeno una soluzione parziale con i cosiddetti alberghi Covid. Considerato che Milano è proprio l'epicentro della seconda ondata direi che servono ma questo non basta. Come racconta Ansa un albergo, che si è offerto di diventare appunto uno di queste strutture, ha ricevuto lo sfratto dalla proprietà. Direi che vale la pena sottolineare che tale albergo è sito in corso Magenta, zona assolutamente "cicci" (lo dico per i non milanesi), quelle zone dove senti un "carissimo" ogni 20 metri. Una zona ricca, quindi non se ne parla di avere degli appestati in giro che oltretutto saranno dei poveracci perché quelli che vivono lì l'isolamento se lo fanno in Engadina o a al mare. Se avevamo dubbi sul fatto che la pandemia avrebbe esasperato le differenze sociali .....
PS ma perché ANSA non ha messo nero su bianco il nome dell'immobiliare che possiede l'immobile e magari dirci (se possibile) di chi sono in realtà le persone dietro l'immobiliare?

 

venerdì 27 novembre 2020

21

21 grammi dovrebbe essere il peso dell'anima , chissà se al governo hanno pensato a quello quando hanno stabilito che erano proprio 21 i parametri per la determinazione delle zone in cui è stato diviso il paese. Mi sembrava esagerato pensare a tanta escatologia ma dopo le recenti uscite sul Natale sembra quasi di essere tornati ai tempi dei governi DC. Ma andiamo oltre e parliamo di Lombardia, la mia regione. Oggi (per me che scrivo) dovrebbero decidere se rimarremo rossi o diventeremo arancioni (gli hare krishna e i comunisti non c'entrano). Oggi mi sento di dar ragione al Mascherina (alias il presidente della regione) e al sindaco di Milano : allora se abbiamo ben 21 parametri è credibile che esista un algoritmo che alla fine di complicatissimi calcoli decida il colore. Se invece parliamo di una trattativa, beh allora siamo come al solito dei buffoni ma aspettiamo la riunione di oggi prima di sparare a zero su questa "cabina di regia" governativa. Guardando i numeri un cauto segnale positivo c'è ma restiamo la regione "lazzaretto" quindi anche una certa prudenza ci può stare ma andiamo con ordine. Diventare zona arancione significa sostanzialmente due cose. La prima è la liberta di muoversi all'interno del proprio comune senza autocertificazione. Ora a Milano dove vivo la situazione è già palesemente arancione. Non si vedono (come invece nel primo lock down) pattuglie che controllano, il traffico è assolutamente a livelli pre covid, anzi addirittura si assiste (vedi) ad un aumento di incidenti (e morti pure visto che il virus non ci bastava). Persino l'inquinamento, anche a causa del novembre meno piovoso della storia, è schizzato. D'altronde sono stato sul lago di Como e lì, complice la struttura del territorio, traffico intenso e zero pattuglie. Ovvio che la mancanza di pattuglie è il risultato di una precisa scelta (politica?) per cui il fatto che la Lombarda rimanga un'altra settimana all'inferno (passatemi l'immagine) poco cambia, o no? Tanto c'è gente che va pure in Svizzera a sciare uscendo non solo dal comune. Come ho detto ci sono due cose che fondamentalmente dividono la zona rossa e quella arancione. La seconda sono i negozi, nel senso che in zona arancione tutti gli esercizi commerciali sono aperti per cui se ho un negozio di abbigliamento o di estetista mi cambia eccome. Francamente, ripeto, non riesco a visualizzare queste folle che si riversano a comprare jeans senza alcun rispetto delle regole ma posso solo sperare che i famosi 21 indicatori diano luce verde (o meglio arancione).

 

giovedì 26 novembre 2020

Maradona

Abbastanza bizzarro che mi trovi a parlare di sport nel giro di due giorni ma qui lo sport è abbastanza tangenziale. Comunque non essendo certo un espero di calcio non mi interessa stabilire se è stato il miglior calciatore del mondo, sicuramente è stato un grande di questa disciplina. Certo che la prima pagina del giornale francese "L'Equipe" titolando "Dio è morto" sposta l'asticella ancora più un alto e qui vi è da disquisire. Per prima cosa mi chiedo quanti lettori della testata transalpina conoscano la citazione ma qui stiamo parlando di qualcosa che va oltre il campo di calcio. Certamente Diego Armando Maradona era quello che gli americani definiscono con una bella espressione "larger than life" ma definirlo Dio forse è un po' eccessivo. Non me ne frega nulla della blasfemia ma questo personaggio ha avuto tante luci ma anche tante ombre. Anzi la sua carriera avrebbe potuto essere anche più fulgida se non si fosse lasciato andare a certi eccessi. Mi ricorda gli eroi della mia giovinezza che (per me) erano le rock star. E anche qui di personaggi "eccessivi" come lui ne ricordo molti. Ascolto ancora con piacere (e talvolta anche qualche cosa di più) i loro dischi ma da lì a definirli "dei" ce ne passa. Maradona è stato anche definito "l'eroe degli ultimi" e c'è del vero ma i suoi troppi "inconvenienti" non lo rendono meritevole di tutta questa esaltazione, per lo meno al di fuori dell'ambito calcistico, che diamine non è mica Albert Schweitzer. Ma la sua morte mi suggerisce un'altra considerazione. Maradona muore a 60 anni appena compiuti per arresto cardiaco. Niente Covid sembra proprio acclarato. E ci risiamo, questo virus massacra gli ottantenni  (anche i settantenni) soprattutto se sconosciuti (e quindi molto probabilmente non ricchi) , per cui le differenze sociali rischiano di venire (ulteriormente direi) amplificate e quando arriveranno i vaccini sarà anche peggio temo.

 

mercoledì 25 novembre 2020

Surreale

Trovo un po' surreale la discussione (chiamiamola pure così) che si sta facendo intorno alla riapertura degli impianti sciistici. Addirittura Giorgio Rocca minaccia una rivolta se non verranno riaperti. Ora è chiaro che lui come i suoi "colleghi" Brignone o Tomba non possono che essere favorevoli alla riapertura ma se vuole fare una rivolta venga pure a Milano o Firenze a parlare con ristoratori e tassisti. Temo che scoprirebbe che vi è molta più gente che nelle montagne in sofferenza. Ma torniamo all'argomento del contendere. Se penso a Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta vorrei ricordare che sono regioni rosse, forse arancioni da qui a Natale ma se non diventano gialle i bar e i ristoranti restano chiusi e soprattutto non ci si può spostare da un comune all'altro senza comprovate ragioni. Quindi andare a sciare diventa una comprovata ragione? Siamo seri se vale quella valgono molte ragioni ma prima di invocare la "necessità" di riaprire ricordo cosa è successo. Ma non questa estate al Bilionnaire, bensì in tempi molto più recenti in Alto Adige, dove prima hanno fatto i fenomeni lasciando aperti bar e ristoranti , salvo poi auto declassarsi in zona rossa a fronte di una situazione che si era pesantemente aggravata. Se le regioni alpine riusciranno a diventare gialle ben vengano gli appassionati della neve ma senza un calo netto dei contagi (parlo soprattutto di certe aree della Lombardia) meglio fare come vogliono fare i francesi. Certo gli austriaci e anche gli svizzeri (che però non sono UE) vogliono riaprire, vedremo come sono le loro terapie visto che anche loro han dovuto fare i conti con questo dannato virus.
Ps parlando di surreale è in effetti un poco surreale che io parli d questo argomento visto che non scio e non sono neppure sportivo però mi sembra che in qualche caso si sia perso un po' il buon senso.

 

sabato 21 novembre 2020

Risveglio

Quello di ieri è stato, almeno per me, una specie di brutto risveglio. Dopo giorni di numeri ma soprattutto dichiarazioni (ci torno) ottimiste è arrivata la bocciatura. Ovvio che parliamo della pandemia e non è tanto l'ordinanza di Roberto Speranza, ministro per la salute, che mi ha "depresso" ma il fatto che i numeri la giustificano assolutamente (pur con qualche segnale incoraggiante ma nulla più). Facciamo parlare i numeri partendo sempre dalla solita John Hopkins. Ieri (lo so i dati puntuali in una pandemia sono "scivolosi" ma non è questo il caso). In Italia abbiamo avuto oltre 32 mila casi, nel Regno Unito circa 20 mila, in Spagna oltre 15 mila e in Francia oltre 23 mila. Non voglio elencare la Germania per evitare di deprimermi ulteriormente ma giusto per rincarare la dose ad inizio settembre eravamo giusto sopra i mille casi. Ma dal confronto con i paesi europei di una certa dimensione messi peggio noi adesso siamo al top (e non abbiamo parlato dei morti) quindi possiamo solo biasimarci. Parlando di dichiarazioni avventate manco a dirlo si è cimentato il Mascherina (alias il Presidente di Regione Lombardia) che prendendo la palla al balzo di un paio di giorni "buoni" aveva tuonato "ma così siamo da zona arancione". Certo, peccato che il dato di ieri (venerdì 20 novembre quindi senza effetti weekend o quant'altro) ci ha riportato alla realtà , quasi 10 mila contagi per cui la mia regione ha un terzo dei contagi totali pur vantando solo un sesto della popolazione italiana. Anziché fare queste improvvide uscite lavorino per il vaccino (quello semplicemente anti influenzale mica anti COVID), che non si riesce a fare neppure privatamente se non hai la "fortuna" di essere in una categoria a rischio.
 

venerdì 20 novembre 2020

Terrorismo

Purtroppo durante gli anni di piombo c'ero eccome, questi (destra o sinistra non importa) hanno rovinato una parte degli anni più belli della mia vita. E certamente c'era da avere paura. Forse la stessa paura che hanno avuto questi tre parlamentari di Forza Italia che sono passati alla Lega come racconta Ansa. Scherzo o almeno lo spero per loro visto che hanno la fortuna di essere stati solo bambini all'epoca. Ma resta il fatto di una ipotetica rinascita delle Brigate Rosse. Come raccontato da Adnkronos qualche giorno fa è stata recapitata una lettera minatoria alla sede nazionale di Forza Italia, firmata "Nuove Brigate Rosse". Ora non conosco l'esatto contenuto della missiva ma cosa vogliono costoro? Abbattere un partito che definire agonizzante è solo essere caritatevoli? Ma dai lasciate tempo al tempo e Forza Italia diventerà il dodo della politica italiana. Questi nuovi terroristi mi sembrano davvero confusi, anzi li possiamo davvero definire tali? A me sembrano più degli avversari dell'accanimento terapeutico.