Forse non tutti sanno che (la leggete ancora la "Settimana enigmistica"?) il premio Nobel per la pace è assegnato ad Oslo. Come mai? Semplicemente perché al tempo della istituzione dei premi Nobel la Norvegia era parte della Svezia, come vi spiega tutto Wikipedia. Non è un premio facile da assegnare e in più di una occasione il vincitore è stato oggetto di discussioni. Lo scorso anno (2019) è stato vinto dal primo ministro (tuttora in carica) etiope, per aver posto fine alla guerra con la vicina Eritrea (vedi). Rammento l'evento e sono rimasto anche sorpreso, più che altro per la mia completa ignoranza delle situazioni, ma forse anche i 5 membri del comitato per l'assegnazione non avevano fatto bene i conti. Oggi l'Etiopia è in pratica caduta in una guerra civile che potrebbe portare alla secessione della parte settentrionale, il Tigrè. La zona in questione è sempre stata problematica ma pare che la situazione sia precipitata proprio a causa degli accordi che hanno portato alla fine delle ostilità tra Etiopia ed Eritrea. Ed infatti anche quest'ultima è stata coinvolta. Per maggiori dettagli vi rimando a "IlPost". Non vorrei sembrare qualunquista ma per finire una guerra sembra che ne abbiamo fatta scoppiare un'altra. Come ho già detto conosco assai poco delle situazioni nell'Africa sub sahariana ma temo siamo dinnanzi ad una mezza (o forse anche intera) polveriera.
blog personale di marzio: commenti su fatti persone eventi e meditazioni varie su temi "universali"
giovedì 19 novembre 2020
mercoledì 18 novembre 2020
Ricchi
Credo di avere già usato il riferimento alla telenovela come titolo di un post ma vale la pena di ripetersi. L'amica Francesca mi segnala questo articolo che parla della Svizzera. Prima di entrare nel merito trovo curiosa la forma : l'articolo è presente nella sezione video del sito ma, di fatto, non è un video bensì delle didascalie che scorrono su immagini fisse corredate solo da una musichetta da hard discount. Spero che questo non sia il futuro del giornalismo online ma intanto rallegriamoci del fatto che esiste "sotto" il video la versione testuale. Che parla appunto della situazione Covid della Confederazione Elvetica la quale, passata praticamente indenne la prima ondata, adesso si trova ad avere alcuni cantoni classificati come i più infetti d'Europa. Le cause sono ovviamente molteplici ma una in particolare mi sembra da sottolineare : la frammentazione amministrativa, i ben noti "cantoni", ha creato una situazione troppo disomogenea che ha favorito la pandemia. Ricordo che la Svizzera ha una superficie pari a quella di Lombardia e Veneto con soli 8.5 milioni di abitanti ma è suddivisa in 26 cantoni. Questo fa capire che parcellizzare troppo può essere controproducente (ma non significa che De Luca abbia ragione, l'Italia è un filo più grande diciamo). Ma ciò che trovo ridicolo in questo articolo è la frase che pronuncia il ministro per l'economia elvetica : "Non possiamo permetterci un secondo blocco. Non abbiamo i soldi per farlo". A parte che il loro primo blocco più che soft era inesistente ma che la Svizzera non abbia i soldi mi sembra una battuta di dubbio gusto. Ma considerata la scarsa propensione all'umorismo dei pronipoti di Guglielmo Tell temo che non scherzasse affatto.
martedì 17 novembre 2020
Transformer
Sembra che i vaccini siano in dirittura d'arrivo. Tradizionali o basati su RNA sembra che qualcosa ci sia all'orizzonte. Una volta che sarà chiaro se funzionano, ci sarà il problema di vaccinare qualche miliardo di persone, ma anche i 60 milioni di italiani non sono esattamente uno scherzo. Quindi la logistica della vaccinazione di massa non sarà semplice è chi la gestirà? Domenico Arcuri, il commissario straordinario. Beh forse ci sta, visto quello che lo paghiamo, ma certo stiamo caricando molto responsabilità su una persona sola, per non parlare del potere che si troverà nelle mani. Mascherine, banchi con le rotelle, adesso i vaccini manca solo che passi lo straccio per terra... Scherzi a parte il nostro è davvero un "transformer" perché fa anche il pompiere (almeno in senso figurato). Durante un recentissimo convegno ha affermato "che abbiamo circa 3300 persone in terapia intensiva su circa 10000 posti, quindi non vi è pressione sulle terapie intensive". Ma allora che c...o siamo in lock down a fare ma ci torniamo. Torniamo ai suoi numeri e per verifica date un occhio a questa tabella, fatta da una agenzia spin off del ministero della Salute. Non è aggiornata in tempo reale ma è quindi più coerente con le parole del nostro Commissario. Allora si evince che i pazienti sono 3230, complimenti Arcuri è stato persino conservativo ma i posti in terapia intensiva non sono "circa" 10000, risultano 8423 con 1067 attivabili. Non so cosa siano esattamente i posti attivabili ma comunque siamo un po' sotto il "circa" 10000. Per cui la percentuale di occupazione delle terapie intensive è superiore al 30% che viene considerata la soglia di attenzione (se poi consideriamo i soli posti disponibili la percentuale diventa un po' più corposa). Allora vi sottopongo questa altra tabella (fatta da quei comunisti di "Repubblica") dove si evince che Bolzano, Lombardia, Piemonte e Liguria hanno oltre (di poco) il 60% di posti occupati (su quelli effettivi). Non ricordo chi ha detto che bisogna ad iniziare a preoccuparsi quando ti dicono che non c'è nulla da temere.
domenica 15 novembre 2020
Wikipedia
L'amica Francesca mi ha girato questo articolo di Riccardo Luna che parla di Wikipedia che tra poco compirà 20 anni. Ed in effetti l'articolo è ultra celebrativo perché al di là di ricordarne il genetliaco lo definisce il miglior sito del mondo. Vabbè queste dichiarazioni / definizioni lasciano il tempo che trovano ma certo venti anni sono una era geologica nel pianeta internet eppure Wikipedia non è assolutamente invecchiata anzi semmai è ancora viva e vegeta. Molto interessante che nell'articolo si evidenzi come Facebook e Twitter affondano nelle fake news nonostante investimenti stellari in algoritmi di intelligenza artificiale mentre la nostra "Free Encyclopedia" gestita da un manipolo (si parla di poco più di 150) di redattori (magari un po' nerd) riesce ad evitare haters, trolls o spara cazzate in generale. Il trucco pare essere la "barriera" all'ingresso sulle persone che inseriscono o modificano le pagine. Pare che certi argomenti possano essere gestiti solo da fonti "autorevoli" ossia persone che hanno fatto già 500 post e si sono registrati da almeno 30 giorni. Ma alla fine ci sono sempre i 150 redattori che decidono. Insomma l'umano decide, quasi in modo beffardo ma soprattutto una doccia fredda per tutti quelli che inneggiano alla intelligenza artificiale.
sabato 14 novembre 2020
Avanspettacolo
Come era prevedibile ogni cabina di regia per la pandemia che provoca uno scatto in una zona più grave nascono le polemiche. Capisco che è un po' il gioco delle parti ma qui siamo all'avanspettacolo. Tutti hanno sempre da eccepire eppure con il dato di ieri di 40 mila contagi (e temo sia una pia illusione archiviarlo come massimo della seconda ondata) siamo il paese europeo messo peggio, vedete voi. Inutile notare la stridente differenza con l'Alto Adige che dopo aver lasciato aperti i bar e i ristoranti in forza della sua autonomia (mal gliene incolse) è passato di sua sponte in zona rossa. Ma chi stavolta ha alzato i toni è il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca. Ora costui è un politico con alcuni lati oscuri (vedi) ma la sua gestione della pandemia (ricordate il lanciafiamme?) un po' cabarettistica gli è valsa una rielezione abbastanza trionfale. Ma non ha gradito la "promozione" della Campania in zona rossa ed ha addirittura invocato la rimozione del governo. Caro De Luca vi sono mille motivi per rimuovere il governo Conte ma non possiamo esimerci dal fornire una alternativa ed infatti De Luca propone un governo di unità nazionale che è una proposta davvero degna di un varietà. Ma andiamo oltre ed entriamo nel merito delle contestazioni fatte al provvedimento del governo. In effetti è da molto tempo che De Luca denuncia la difficile situazione della Campania e di Napoli in particolare ma afferma che : "ci vogliono provvedimenti globali o i campani non capiranno". Insomma non si vuole essere la pecora nera. Ora caro De Luca i confini sono sempre una faccenda complessa , glielo dice uno cresciuto a 3 km dalla Svizzera. Certo se ti trovi in mezzo l'Aconcagua diventa facile tracciare un confine altrimenti no. Attualmente la "rossa" Lombardia confina con il "giallo" Veneto e a dividerli vi è solo un fiume che non è esattamente il Rio della Amazzoni (oggi sono in mood sudamericano). Invece secondo me i confini devono esistere eccome, come ho già detto forse le regioni sono aree fin eccessive ma bisogna pur trovare un modus operandi (in Lombardia ci sono alcune province che non meritano la zona rossa ma sono "trascinate" da Milano e limitrofe). E poi caro De Luca come mai i campani improvvisamente vogliono essere così "uguali" al resto dell'Italia. Sono stato un mesetto fa a Napoli e , pur con qualche miglioramento, ho visto una città che non segue tutte le leggi dello stato italiano. Va bene il folklore ma qui siamo oltre l'avanspettacolo, rischiamo la tragedia.
mercoledì 11 novembre 2020
Wu Ming
Ho scoperto da poco temp che il collettivo Wu Ming, nati come Luther Blisset (qualcuno forse ricorda il magnifico "Q"), ha un blog che ritengo abbastanza interessante. Uno dei suoi ultimi post parla della nostra situazione ed è scritto molto bene. Vi consiglio la lettura integrale qui. Notevole l'immagine dell'Italia ridotta ad un sultanato con i presidenti delle regioni paragonati a nuovi satrapi. Il post si focalizza soprattutto sui problemi della scuola e ad un certo punto si chiede a che cosa serve chiudere le scuole se poi i ragazzi si vedono al di fuori fino alle 10 di sera. Corretto ma come sempre la critica è facile ma le soluzioni? Lock down totale? Non direi visto che nel post stesso vi è un accenno proprio ai gruppi pro lock down che non mi sembra affatto di sostegno. E non ci si può trincerare dietro la scusa : "non sono un virologo"! Chiariamoci un punto : chi studia i vaccini deve avere competenze molto specifiche mentre nel caso di questa pandemia bastano quattro conoscenze di matematica statistica che quindi non sono neppure specifiche del campo medico. Poi siamo nel campo del buon senso (meglio stare a casa) o della imposizione (stai a casa fina a che non ti dico che puoi uscire, modello Wuhan). Oggi una nota virologa ha tuonato "che ci esce di casa rischia la morte". Giustamente ha poi aggiunto che lei non esce più di casa, però immagino che continui ad avere cibo, internet, riscaldamento e soprattutto acqua corrente perché dubito che vada a fare i suoi bisogni in giardino. Insomma che siamo in mano ad una accolita di buffoni lo sappiamo già e allora proviamo ad andare oltre. Ma purtroppo vorrei ricordare che anche il tanto aborrito lock down ha funzionato ma stavamo andando incontro alla primavera, qui si va verso l'inverno per cui....
Ho appena citato Wuhan, facciamo mente locale su come era quel lock down e speriamo che quanto detto ieri dal presidente ISS sulla curva dei contagi non sia solo propaganda.
domenica 8 novembre 2020
Considerazioni
Ho volutamente atteso qualche giorno prima di fare qualche considerazione sulle ultime mosse del governo. Partiamo dal lockdown a cui noi milanesi siamo sottoposti da giovedì. Come ho già detto la situazione non permette di andare troppo per il sottile per cui la scelta di chiudere le attività ludiche non mi trova in disaccordo (anche se sono ovviamente triste per la chiusura dei cinema). Certo i bar aperti solo per l'asporto pongono qualche problema, a Como mi hanno riferito di assembramenti proprio all'esterno di un bar del centro. Pare che i poliziotti abbiano apostrofato i presenti intimando loro di consumare il caffè a casa loro. Se non vi piace il caffè freddo meglio astenersi. Ma ancora più incomprensibile è che siano chiusi i negozi di scarpe per adulti e non quelli per bambini. Cerco di indovinare le sottili ragioni del legislatore : siccome devi stare a casa non ti servono scarpe! Beh allora dovrebbero permetter di vendere le pantofole. Ci possiamo scherzare ma se avessi un negozio di scarpe temo mi girerebbero i cosiddetti. Peraltro vi sono varie incongruenze nelle categorie aperte e chiuse ma intanto aspettiamo di vedere i numeri per valutare se questo lock down "soft" funziona. A proposito di numeri mi viene da chiedere quando riusciremo a liberarci dalla eredità di Bisanzio. Avevo già detto che consideravo un indicatore assolutamente affidabile il numero dei ricoverati in terapia intensiva, magari in relazione alla disponibilità residua. Forse un po' grossolano ma questi ne hanno tirati fuori ben 21 di indicatori. Forniti per una parte dalle regioni stesse. Risultato è che solo oggi (domenica 8 novembre) dovremmo avere una nuova situazione visto che quella su cui è iniziato il nuovo lock down è del 25 ottobre. E last but not least arriva l'ultimo provvedimento di cui parlo. In questo casino in cui sta sprofondando tutta l'Europa (questo al governo va concesso) cosa tirano fuori (di nuovo) dal cappello? L'autocertificazione! Questa seconda ondata sarà più lunga della prima (ebbene si, faccio una previsione) e alla fine avremo migliaia di fogli che giacciono nelle caserme in attesa di ? Di nulla perché immaginate cosa se ne faranno (manco come carta igienica servono). Lo so è quello che ha detto anche Matteo Salvini, alias Capitan Papete, e mi scoccia parecchio essere in sintonia con lui ma questi a palazzo Chigi pensano di fermare la pandemia con una marca da bollo?
sabato 7 novembre 2020
Pio
Qualche giorno fa, Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco dichiarava a Adnkronos che "la battaglia di Milano contro la pandemia è già cominciata da tempo e forse è già persa". Forse un momento di sconforto ho pensato, visto che trovarsi al Sacco in queste settimane è (e sarà temo) altamente stressante (davvero vivere in trincea tanto per stare nella metafora bellica) ma poi ho letto questa notizia e mi sono detto "ha ragione". Torniamo a quel Pio Albergo Trivulzio (noto a Milano come "baggina") che a marzo e aprile vide molti suoi ospiti morire in circostanze ancora da chiarire. Ora come riporta "MilanoToday" sono stati trovati 64 dipendenti positivi e pure 7 pazienti. Ricordo che già da metà ottobre le visite erano bloccate quindi? Il giorno dopo Maurizio Pregliasco ha però confortato tutti dicendo che quel 64 positivi su 551 dipendenti sono numeri assolutamente normale visti la situazione di Milano (trovate le sue parole su "Askanews"). Per cui si deriva che 11.6% dei dipendenti sono positivi che se ribaltato sulla popolazione milanese fa oltre 162 mila positivi. Considerato che i casi in tutta la regione sono 254 mila (dati riferiti ad oggi ma che comprendono anche la prima ondata) allora significa che stiamo annegando nel virus per cui la battaglia è persa oppure che francamente anche gli esperti sono un po' confusi per cui la battaglia è persa.
venerdì 6 novembre 2020
Tamponi
Immagino proprio che Matteo Salvini, Capitan Papete, leader della Lega Nord non legga "IlPost". Peccato perché avrebbe forse evitato la sciocca proposta che ho già recentemente commentato. A parte la circonvoluzione logica del fatto che la gente non deve avere paura ad uscire di casa e tale paura si vince facendoti il tampone presso la tua abitazione, avevo già espresso le mie perplessità sulla reale possibilità di tale strategia. Mi è venuto in soccorso appunto "IlPost" con l'articolo che riporto nel quale si afferma che, dato l'affanno in cui si trovano le ATS, non verranno più fatti i tamponi ai contatti stretti. Beh siamo ben oltre il fallimento di Immuni (che tanto il nostro Capitano non ha mai amato), siamo all'ammaina bandiera. Temo che la seconda ondata ci farà rimpiangere la prima (come peraltro già successo con la spagnola) e le "istituzioni" si sono fatte trovare impreparate come se le scene viste a marzo aprile (di quest'anno mica del secolo scorso) fossero successe su Marte.
giovedì 5 novembre 2020
Tragedia
Avete presente l'indovinello : "sai la differenza tra dramma e tragedia?". Ora le risposte, tipicamente scherzose, sono tra le più varie ma con molta più gravità si può applicare alla situazione della mia regione, la Lombardia. Il dramma è che torniamo in lockdown (un po' più soft in effetti ma sempre quello è), la tragedia è che abbiamo ancora la coppia Fontana Gallera come traghettatori. Ieri, per me che scrivo, è arrivato il nuovo (francamente dovrebbero numerarli) DPCM che ha diviso l'Italia in tre aree di rischio secondo una facile lettura cromatica. La suddivisione è fatta su base regionale (ci torno) e indovinate un po' dove si colloca la Lombardia? In quelle rossa, quella a maggior rischio, quella che prevede il lockdown. E subito il Mascherina, Attilio Fontana presidente di Regione Lombardia, ha tuonato "uno schiaffo ai lombardi". Andiamo con ordine : uno dei principali motivi di indignazione del mio presidente (eh si purtroppo questa è la realtà) è che la comunicazione è giunta durante l'ora di cena. E che diamine fateci mangiare tranquilli, sembra l'incipit di "Underground" film fatto da uno che sa bene come tragedia e comicità si possono talvolta mescolare. Okay mettiamo in conto a Conte (battua da lockdown) una cena rovinata ma entriamo un filo nel merito : davvero Mascherina pensavi che la Lombardia non fosse candidata alla zona rossa? E su che base? Non ho letto (forse lo farò) i 21 parametri ma ad occhio direi basta guardare un paio di siti (ad esempio) per capire. Ma sono dati vecchi di 10 giorni quelli su cui si basa il governo, forse meglio direi. Ma a livello puramente teorico mi piacerebbe sapere cosa pensava di fare il nostro Mascherina? Ah certo quello che gli suggerisce il capo, Matteo Salvini, che forse dalla consolle del Papete ha detto che la chiave sono i tamponi a domicilio che non contengono certo la diffusione e non si capisce da quali risorse possano essere fatti. Nella mia piccola personale esperienza sento parlare di almeno una settimana per fare un tampone ... in ospedale e poi parliamo dei tempi per il responso e quant'altro. Certo si ti rivolgi al privato allora .. Una obiezione che mi sento di fare al DPCM è la scelta della regione come quantum territoriale. Posso ben capire che la provincia di Mantova abbia qualcosa da eccepire sul fatto di essere messa in lockdown per colpa di Milano (ma non solo ahimè), però mi chiedo se non esistano problemi di tipo giuridico per il governo a "bypassare" le regioni e lavorare direttamente a livello provinciale. Su questo ultimo punto vorrei quindi rispondere al sindaco (leghista ma va) di Casalpusterlengo che dichiara la sua disubbidienza al governo (vedi) in quanto ritiene il suo comune "safe". Beh se guarda il sito di cui sopra si scopre che la provincia di Lodi è la terza in Lombardia per contagi (su base 10000) quindi? Considerato che Casalpusterlengo è la decima parte di Milano voglio che la zona di Porta Romana (dove vivo ma è un caso) sia dichiarata "zona gialla". Buon lockdown ai miei concittadini.
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