sabato 21 dicembre 2019

Umorismo

Spesso mi trovo davanti a casi di umorismo "involontario" ma andiamo con ordine. Milano, la città in cui vivo, è stata appena votata come la migliore città italiana per qualità della vita (anche se è finita molto in basso nella classifica stilata dagli stranieri ma ne parliamo un'altra volta). Uno dei suoi punti di forza è il sistema dei mezzi pubblici gestito da ATM. Ma qualche cosa non funziona o, per meglio dire, non funziona più. Come ben spiegato in questo articolo de "La Repubblica" nel 2019 vi sono stati ben 20 casi di frenate improvvise sulla linea rossa. Ovvio che tali frenate erano immotivate ma hanno provocato un certo numero di contusi. Forse non siamo al livello dei bus in fiamme romani però. Come detto il problema era localizzato quasi esclusivamente sulla linea rossa, la 1, ossia la più vecchia e proprio nella anzianità potrebbe esserci la spiegazione. Peccato che, come si evince dall'articolo, sono le nuove vetture ad avere dei problemi, le vecchie anche se meno confortevoli non lamentano alcun malfunzionamento. Aggiungo, da utente quasi giornaliero proprio della linea rossa, che i problemi sono decisamente aumentati nell'ultimo periodo facendomi pensare a qualche aggiornamento che era meglio non installare. Oddio siamo tutti ingegneri (basta ricordare le polemiche sul ponte Morandi) ma viste tante altre situazioni forse non sono poi così lontano dal vero. Ma qui non si tratta di risolvere un enigma ma solo di far funzionare le cose. E proprio l'altro giorno è arrivato l'ok del ministero a modificare il sistema. Ed in effetti ieri ho preso la metro e nella vettura veniva quasi continuamente ripetuto (pure in inglese giustamente) di reggersi agli appositi sostegni (peraltro specificando "durante la marcia"). Spero proprio che non sia questa la "modifica".
Ps l'articolo parla in effetti di un cambio nel sistema ma ammetto che mi è venuto da sorridere.


venerdì 20 dicembre 2019

Impronta

Vi sottopongo questo link dove si può calcolare la propria impronta Co2. Attenzione è fatto da serissimi svizzeri quindi lo ritengo piuttosto affidabile. Per ciò che mi riguarda sono risultato in linea con l'impronta di uno svizzero (fatto del quale non so se essere orgoglioso) ma con questa produzione di Co2 non mi basterebbero 3 pianeti e mezzo, e come recita il mantra dei "gretini" : "there is not planet B" (figuriamoci C ed oltre). Non sono stato particolarmente stupito ma allora ho ripetuto il test (barando ovviamente) quindi mi sono "profilato" come un vegano che non ha auto, non usa aerei e mezzi pubblici, praticamente non compra vestiti, non esce la sera e vive con meno di 17 gradi in casa (qui un po' la radice svizzera si sente). A parte la scelta vegan che può essere vissuta come felice per il resto parliamo di rinunce vere e proprie. Sapete che risultato ho ottenuto? Che mi sarebbero bastati solo 1.07 pianeti ! Facciamo due calcoli : secondo Wikipedia siamo 7.7 miliardi quindi vivendo come dei mezzi eremiti ci sarebbe comunque una "eccedenza" di 500 milioni di cristiani!  Eliminare US o UE non sarebbe sufficiente! Eh si perché il grande tabù che neppure Greta osa sollevare è il controllo delle nascite. Anzi la decrescita perché non ci sarà in pratica nessuno stile di vita (a parte il paleolitico) che ci permetterà di vivere in 10 miliardi su questo pianeta. Ma la diminuzione della popolazione è inaccettabile politicamente, socialmente ed economicamente. Mi spiace per Serge Latouche, altro che decrescita serena, sarebbe già molto una decrescita consapevole. Ma in ogni caso dobbiamo modificare i nostri comportamenti sennò quello che è già un grave problema diventerà una catastrofe. 

giovedì 19 dicembre 2019

Copertina

Davvero felice la scelta di Time di designare Greta a persona dell'anno. Può essere simpatica o meno ma di certo quello che dice è giusto, più che giusto. Uno del pretendenti al "titolo" pare fosse Donald Trump, il POTUS, il quale ha perso la famosa occasione per stare zitto ed ha "cinguettato" che la giovane attivista svedese doveva lavorare sul contenimento della rabbia. Da che pulpito viene la predica poi, ma temo che Greta debba sì lavorare sulla rabbia perché eccessi di ira non fanno bene alla salute ma i motivi per incazzarsi la poveretta (e anche noi) ne ha da vendere. Proprio nei giorni in cui usciva la famigerata copertina di "Time" accadevano due fatti. La UE approvava il "green deal" (che suono molto più fico che "accordo verde"). Gli attivisti di Greepeace hanno beffato la sicurezza e messo uno striscione su un palazzo del potere in quanto ritenevano il tanto sbandierato accordo troppo timido. Poverini (pure loro) la verità era ben peggio infatti quel buontempone di Charles Michel, presidente del consiglio europeo, dopo aver fatto un enfatico annuncio sull'accordo relativo alla limitazione delle emissioni ha dovuto fare il classico "tweet" di smentita per dire che l'accordo non c'era in quanto un paese, uno solo, non ha aderito e la costituzione europea presuppone la unanimità. Manco le palle di scrivere che questo paese è la Polonia come spiega "ilPost" (peraltro ho appena visto una pubblicità che esalta i mercatini di Natale polacchi, parafrasando M5S vaffa). Ma non finisce qui perché solo dopo poche ore è arrivata la notizia che la Cop25 (conferenza sul clima) si è conclusa con un nulla di fatto! Stavolta la colpa (?) non è ascrivibile ad un solo paese ma poco cambia. Ne parliamo tra sei mesi a Glasgow ma intanto si va avanti come se niente fosse. Qualcuno ha ipotizzato una sorta di bicchiere mezzo pieno perché sembra che al prossimo appuntamento i paesi più inquinanti dovrebbero mettere nero su bianco quanto vogliono inquinare ma bisogna essere degli inguaribili ottimisti. Io sto con Greta e davvero sento tanta rabbia. 

venerdì 13 dicembre 2019

Primato

Non sempre essere al top è qualcosa di cui vantarsi. Qualche giorno or sono Ansa ha pubblicato la notizia dalla quale si evince che la Lombardia è la prima regione italiana per reati ecologici nel Nord Italia. A livello nazionale siamo settimi e questo ribadisce l'annosa questione italiana : vogliamo essere il profondo Nord dell'Africa oppure il (profondo) Sud dell'Europa? Comunque siamo (uso il noi visto che in Lombardia ci vivo) i primi battendo anche il Veneto che da quel punto di vista non è una regione proprio corretta. Eppure siamo stati governati dalla Lega a partire dal 2013 (Maroni, Fontana) e dal 1995 (epopea del celeste Formigoni) da loro alleati. Proprio l'altro giorno a Lecco (roccaforte leghista) è stato fermato un treno carico di rifiuti illegali (vedi). E che dire dei continui incendi che sono un vero e proprio attentato alla salute pubblica? Ma che diamine il problema si chiama Nutella! Cara Greta, complimenti per la copertina di "Time", ma la strada che hai intrapreso è lunga ed irta.

domenica 8 dicembre 2019

Malpensa

Qualche giorno fa' sono atterrato a Malpensa Terminal 2 con un volo che proveniva da un paese non Schengen. Quindi mi sono presentato al controllo passaporti. Prima sorpresa : delle quattro postazioni ne funzionavano solo due, una per cittadini UE e l'altra per il resto del mondo. Seconda sorpresa : non esisteva nessuna corsia per cui le due file che si sono create erano un po' caotiche. Peraltro nella fila in cui mi trovavo (quella per i cittadini UE ovvio) era previsto che passassero anche i membri dell'equipaggio e i passeggeri in assistenza. Il che va bene peccato che ci fossero anche un numero di persone che non avevano assolutamente un passaporto UE ma il poliziotto nella postazione era evidentemente uno piuttosto elastico. Dopo un certo tempo è giunto finalmente il mio turno e il poliziotto mi ha fatto togliere il cappellino per meglio identificarmi (essendo diversamente tricotico sentivo un po' di freddo alla testa). Giusto, per carità, ma non ha mostrato lo stesso zelo nei confronti di coloro che non hanno rispettato la fila per cittadini UE. Ma di certo se vi fossero stati più agenti in servizio il tutto sarebbe stato più lesto ed infatti qualcuno si è parecchio spazientito. Anche io ma ho cercato di essere una persona civile e ho pensato a tagli draconiani degli organici della polizia. Ormai la carenza di fondi è la malattia cronica dell'Italia. Ma poi ho letto questo articolo de "La Repubblica". Orbene questo testo sfata proprio il mito che i membri delle forze dell'ordine siano pochi. Se leggete l'articolo ad un certo punto vi è un grafico che mostra come l'Italia abbia gli stessi poliziotti (percentualmente ovvio) del Portogallo e molti di più di tutti i paesi "civili". Certo ci batte la Grecia, Malta ed altri simili, capirai. Allora dove sono tutti questi poliziotti? Vai nella confinante Svizzera e i poliziotti li vedi eccome mentre da noi? Fosse estate sarebbero tutti in riviera romagnola ad insegnare ai figli di Salvini a guidare la moto d'acqua ma adesso? Neppure al caldo di una postazione a Malpensa quindi? A voi l'ardua sentenza.

giovedì 28 novembre 2019

Black Friday

Domani (per me che scrivo) sarà Black Friday (e non ve lo spiego certo io cosa sia) per cui un post sul consumo mi sembra giusto. Ho trovato questo articolo su "ANSA" che si intitola "Moda, l'insostenibile costo dei resi". Il titolo direi che dice già tutto ma in effetti mi era già capitato di riflettere su questo fenomeno dei resi (mio cognato da New York testimonia che là è una "usanza" ultra diffusa) e su come fosse impossibile che, alla fine, non andasse ad impattare sul business. Chiaro che la moda ha margini "monstre" ma nulla che non si possa erodere. Ma in realtà questo mi interessa poco essendo un consumatore diciamo occasionale. Quello che invece mi teneva sottolineare era che questo fenomeno dei resi crea un carosello di consegne mostruoso. Ovvia l'aritmetica anziché fare un singolo acquisto ne fai molti di più e sarebbe interessante avere una stima del fattore di moltiplicazione. Comunque significa avere una marea di colli a spasso per tutto il paese con i relativi imballi. Insomma un costo ecologico (oltre che economico) mica da ridere. Ma cosa si può fare? Nulla diranno alcuni, il business è business, gli americani sanno come far girare il business (anche se poi alcuni famosi di questi "business" non generano un ghello di utili, Uber o Twitter ad esempio). E allora facciamo centrali nucleari, massacriamo l'Amazzonia, avveleniamo gli oceani perché il business è business? Sarebbe come dire che gli idioti sono idioti. Ed eccoci arrivati al ruolo della politica (che non può essere rappresentata solo dalle trecce di Greta) ma occorre porre dei limiti (che parlando di business si chiamano tasse) agli eccessi di consumo. Tassa imballi? Tassa sulla Co2 usata per la consegna? Le modalità sono mille (e qui la tecnologia ci può aiutare e parecchio) basta solo (solo?) la voglia di applicarle.

mercoledì 27 novembre 2019

Uber

Molti miei concittadini lamentano la mancata diffusione di Uber come uno dei segni del fatto che viviamo in un paese da operetta. Concordo ma forse Uber non è il punto su cui insistere. Sembra che a breve potremmo consolarci con il fatto che anche la tanto ammirata Londra lo vieterà. Di fatto la storia tra Uber e la capitale della perfida Albione risale ad ormai due anni ed è molto ben raccontata in questo articolo di "AGI" dal quale si evince che i britannici non hanno dichiarato illegittimo Uber di per sè ma "inadatte" le condizioni in cui offre il suo servizio (assicurazioni scadute, personale molesto). L'articolo evidenzia un altro paio di cosette tipo che Uber non ha ma prodotto un dollaro di utile (ma di questo parliamo un'altra volta) ma soprattutto il ruolo che il nuovo CEO, Dara Khosrowshahi, ha avuto. Nuovo perché il fondatore se ne è praticamente scappato dopo aver combinato un bel po' di pasticci (tutto sempre ben raccontato). Forse questo nuovo CEO sarà un campione di gestione aziendale ma come "investor relationship" ha da imparare (direi). Come ben ci spiega questo articolo de "IlPost". Durante una intervista un giornalista chiedeva se non vi era alcun problema ad avere tra i proprio maggiori azionisti un fondo arabo al capo del quale vi è lo sceicco sospettato di essere stato il mandante dell’omicidio di Khashoggi. La risposta del nostro Dara è che tutti fanno errori ma possono (o devono) essere perdonati e già questa era una risposta davvero da incorniciare, ma ha pure proseguito cercando di fare un parallelo tra l'omicidio del giornalista e le vittime provocate dalle auto a guida autonoma! Forse forse non la sento poi così tanto la mancanza di Uber.

domenica 24 novembre 2019

Infranti

Mai amato Elon Musk, e lo ho già detto. Credo abbia avuto più fortuna che capacità ma oggi è fin troppo facile fare un parallelo tra i suoi sogni (o forse sarebbe meglio chiamarli deliri) infranti come i finestrini della sua ultima creatura, il CyberTruck (vedi). Ma in realtà il fallimento (ammesso che lo sia) di questo pick up orribile mi tocca assai poco, anche se i media si sono ovviamente (ovviamente?) occupati soprattutto di questo fatto tralasciandone uno ben più importante : lo scoppio (pardon non riesco ad usare "epic fail") di un razzo "Starship". Viene raccontato piuttosto bene in questo articolo di "Agi". E come detto sopra questo è molto preoccupante perché chissenefrega se i finestrini del mostro Tesla non sono infrangibili come promesso, questo razzo deve (in teoria) portare vagonate di uomini nello spazio. Ma qui se qualcosa va storto muoiono delle persone. I media ovviamente (ovviamente?) ci parlano solo della corsa per raggiungere Marte dimenticandosi, ad esempio, che anche la tanto annunciata auto a guida autonoma (il livello 5) sta ormai finendo anch'essa nei film di fantascienza (come i marciapiedi mobili, qualcuno li ricorda?). Ma tornando all'articolo di "Agi", gli ultimi due passaggi mi hanno lasciato perplesso : in essi, l'autrice (una astrofisica)  sottolinea il fatto che i 13 lanci di Saturno 5, diretti da Werner Von Braun, non ebbero nessun problema. Certo il germanico Werner era un metodico mentre il nostro Elon è un vulcanico ma di chi vi fidereste se fosse in gioco la vostra pelle? Peraltro Von Braun ha passato la vita a sviluppare i razzi mentre Musk si è dedicato ad altro (anche se questo altro lo ha reso uno uomo molto ricco).
Ps tanto per non essere troppo di parte pure Von Braun sognava Marte e pensava fosse possibile un "ammartaggio" entro il 1982! Bravo a fare i razzi, meno le previsioni.

sabato 23 novembre 2019

Scommessa

Vorrei proporre una scommessa, arriverà prima la Brexit o la soluzione Alitalia? Non ho fatto ricerche ma considerando la innata propensione dei britannici alla scommessa credo che qualcuno l'abbia pure quotata ma come ho detto, basta parlare di Brexit, restiamo a casa nostra e parliamo di Alitalia. Siamo giunti alla ottava dilazione, e questo vuol dire che il contribuente continua a pagare. Perché nonostante vengano diffusi dati lusinghieri sul traffico a lungo raggio (per approfondire vedi) la nostra cara (e non certo nel senso di affettuosa) compagnia di bandiera (ex peraltro ma poco importa) è sempre una discreta voragine di soldi. Cosa possa fare il governo, a parte liquidarla, non saprei se non adottare provvedimenti in stile "lacrime e sangue". Certo adesso non possono più contare su Di Maio che sembra davvero destinato agli esteri ma nel senso che se ne deve andare dalla penisola. L'ultimo responso della famigerata piattaforma "Rousseau" mi sembra una chiara bocciatura, ma questo non cambia nulla per la disastrata Alitalia (purtroppo). E lo stesso dicasi per l'Ilva. Ma in ogni caso inutile sparare su questo esecutivo, questi problemi sarebbero ostici anche per statisti di ben più alto calibro.

mercoledì 20 novembre 2019

Social

Credo sia chiaro a tutti l'enorme problema che pongono i social network e certo un post non riesce neppure a sfiorare un problema di questa portata (figuriamoci risolverlo). La amica Francesca mi ha segnalato questo articolo de "La Repubblica" in cui si narra della brutta avventura capitata al noto cantante Will.i.am, dei Black Eyed Peas. Di cosa si tratta ? Il nostro abbronzato amico (direbbe il Silvio) durante la fase di atterraggio dell'aereo su cui volava, non ha spento il computer con il quale stava componendo musica e poiché portava le cuffie non ha sentito l'annuncio che invita a spegnere tutti gli apparecchi elettronici. Forse e forse no e comunque non credo sia il primo aereo che prende ma arriviamo al punto : una solerte hostess della compagnia aerea Quantas lo ha apostrofato in modo severo forse razzista. Allora cosa sia successo bisognerebbe chiederlo a dei testimoni ma il fatto è che il nostro menestrello ha postato su Twitter la sua versione della storia ed avendo ben 12 milioni di follower potete ben immaginare il putiferio che ne è seguito. Il problema è "tutto" qui : se hai 12 milioni di follower puoi organizzare una gogna mediatica nei confronti di quella hostess che non ha praticamente modo di difendersi. Certo che il fatto che la compagnia abbia deciso di sostenerla anche a livello processuale getta più di un dubbio su come sia andata davvero la storia. Ma ripeto il punto è il potere che questi social hanno, potere praticamente "fuori controllo" come afferma quel PM del caso Fedez. Ma questo articolo ha un ulteriore problemino (diciamo pure così)  : l'autore nel descrivere il fatto afferma che le procedure di sicurezza sono una seccatura. Vabbè non è proprio un gran commento ma passi. Il punto è che poi dice che queste procedure "sono un protocollo necessario per la sicurezza. Almeno così ci dicono". Complimenti manca solo un bel punto esclamativo e quindi è palese che il nostro articolista (tale Diego Luna) ha già messo nero su bianco chi ha torto e chi ha ragione. E questo è un giornalista, quindi siamo un po' più "in alto" rispetto ai social.