giovedì 2 giugno 2016

Diritti

Abbiamo tutta una serie di "authority" che dovrebbero vegliare sul rispetto dei diritti di informazione, concorrenza e via dicendo. Parliamo di gente ben pagata che non si ammazza di lavoro (se mi sbaglio mi scuso) ma l'importante è che ci tutelino. Poi abbiamo i siti di petizioni e poi tutti i social network. Dovremmo essere in una botte di ferro. Beh forse non esattamente. In questi giorni la TIM (uno dei peggiori carrozzoni della economia italiana) manda un simpatico messaggio con il quale ti annuncia che diventerai un cliente premium. Peccato che tra un mese dovrai pagare per questo privilegio a meno che tu non chiami il solito numero e declini (che ingrato) la possibilità di entrare nel mondo privilegiato dei clienti premium. Dopo lo scherzetto di passare da fatturazione mensile a fatturazione quadri settimanale (8% di differenza ne ho già parlato) questo sembra davvero una quisquiglia ma dove sono i nostri diritti? Non siamo più cittadini ma consumatori e neppure tutelati in alcun modo? Benvenuti nel terzo millennio.

martedì 31 maggio 2016

Ignoranti

L'amico Maso mi segnala questo articolo dal titolo assai esplicativo : "Devono votare anche gli ignoranti?". Non è difficile indovinare che l'articolista sia un americano, giustamente preoccupato dalla piega che stanno prendendo le elezioni statunitensi (per chi si fosse messo all'ascolto solo ora Donald Trump ha ottenuto la nomination per i repubblicani e nell'ultimo sondaggio ha superato la "teorica" candidata democratica Hillary Rodham Clinton). In pratica propone che per votare bisogna superare un piccolo esame di educazione civica (almeno ai miei tempi si chiamava così). Ovviamente non è una novità, il concetto che "uno vale uno" (tanto caro ai pentastellati) si è sempre scontrato con tanti distinguo. Gli americani stessi avevano la "poll tax", simpatico sistema per evitare che i poveracci votassero contro i ricchi (e badate bene l'hanno cancellata nel 1964 poco più che 50 anni or sono), ma qui si vuole porre l'accento su problema che il diritto di voto dato ad una massa di ignoranti può portare alla vittoria dei populisti. A parte distinguere tra diritto di voto e dovere di voto anche questa non è una novità, in quanto proprio negli Stati Uniti, il loro quarto presidente James Madison (sua la foto), affermava "un popolo non informato o senza i mezzi per acquisire informazioni è il preludio ad una farsa o una tragedia o entrambe". Non male considerando che parliamo di qualcuno morto nel 1836! Ma il fatto che dopo svariati decenni questa (buona) idea sia rimasta nel cassetto (di tutti gli stati del mondo mi pare) significa che forse i rischi sono un po' troppo elevati : è davvero facile immaginare come questo "piccolo" esame possa diventare un insuperabile sbarramento. E poi la legge elettorale americana (su cui vi è molto da dire) è la stessa che ha permesso a Barack Obama di essere eletto ben 2 volte quindi come la mettiamo? Cosa è successo a chi ha votato per l'"abbronzato"? Ovvio che sono preoccupato per che vincerà il 4 novembre ma certo non si può cambiare la legge elettorale in piena campagna e tutti i vari commentatori politici si sono rivelati davvero poco attenti a cosa sta davvero accadendo dall'altra parte dell'oceano Atlantico.


lunedì 30 maggio 2016

Sprechi

Quando dici sprechi dici politici. Direi che questo slogan può essere paragonato al ben più celebre "piove governo ladro".  Ora non stupitevi perché sto per "difendere" i politici! In realtà non proprio ma almeno qualche punto è da chiarire. Per prima cosa li eleggiamo noi, non arrivano da Marte e chi dice che non si sente "rappresentato" pensi alla seconda casa falsamente intestata alla moglie o a quante volte si concorda un pagamento in nero. Ma purtroppo non sono gli unici che "rubano" lo stipendio! Pensate a tutta la struttura militare, anzi sapete che esistono 58 magistrati militari? E mom credo che abbiamo tutte queste cause da dibattere. Meditate anzi meditiamo.

venerdì 27 maggio 2016

Domande

Ammetto che non sia una delle "grandi" domande che affliggono l'umanità ma visto che si è appena concluso il festival di Cannes (con un bis di Ken Loach) vi siete mai chiesti chi sono i neonati che compaiono nei film, come vengono selezionati e quanto pagati? Bene l'amico Maso mi ha suggerito questo articolo che risponde a quasi tutte le domande compresa quella (forse nodale) ma usano davvero bambini? Buona lettura.

martedì 24 maggio 2016

Austria

E alla fine Van Der Bellen ha prevalso di stretta (anzi strettissima) misura sul rivale Hofer. Parlo delle recenti elezioni austriache dove un verde, convinto ecologista, ha battuto il candidato della destra. Ma mica la destra di Cameron, la destra dura e pura come quella di Marine Le Pen. Ovviamente questo voto fa bene all'Europa anche se i problemi sul tavolo restano molti. Inviperiti alcuni media di destra, come il nostro "Il Giornale", hanno pubblicato articoli come questo in cui "dimostrano" come il voto austriaco dimostri che l'Europa ha fallito in quanto non hanno stravinto (ma hanno vinto). E proprio su questo punto vale la pena di ragionare (il resto dell'articolo va tranquillamente cestinato). Ormai tutto si decide per una manciata di voti, tutto è una contrapposizione che diventa sempre più spesso uno scontro tra estremi, come è successo in Austria e come rischia di succedere in Francia. D'altra parte la Spagna dove non si sono creati due "blocchi" deve tornare alle urne per l'impossibilità di governare. Sembra davvero che non si riesca più a trovare una linea comune, un minimo di accordo. E se qualcuno pensa a piccoli centri, dove la dimensione più "umana" possa creare i presupposti per una maggior armonia, temo si debba ricredere. Prendiamo il caso di Menaggio, comune sulle sponde del lago di Como, dove due anni fa' si sono tenute le elezioni per eleggere il sindaco. Al primo turno i due candidati principali erano risultati in perfetta parità e si era andati al ballottaggio. Peccato che vi fosse una scheda errata che la magistratura (dopo "soli" 2 anni) ha annullato rendendo sindaco lo sconfitto del ballottaggio. Quindi il sindaco attuale è stato eletto grazie ad un solo voto in più! Per info vedi.

lunedì 23 maggio 2016

Sharing

Avevo pochi giorni fa parafrasato Bogart con "è il capitalismo bellezza e non puoi farci nulla" che mi sono trovato davanti questo articolo di "Lettera43". Il soggetto è la sharing economy (soggetto che mi è sempre interessato molto) o meglio il mutamento che sta subendo. In poche parole quelle forme imprenditoriali che partivano dal basso e che si proponevano come gratuite (o almeno con costi molto bassi), nel momento in cui sono diventate "famose" hanno cominciato ad attirare le bramosie dei grandi gruppi o dei grandi investitori. In realtà avevamo già avuto delle avvisaglie con Uber falsamente proposto come modello di sharing economy, ma adesso anche BlaBlaCar ha ricevuto un finanziamento di un milione di dollari uscendo dalla dimensione "free" (e forse non è un caso che parliamo di due startup relative all'automobile, sempre lei). Ma in realtà non è solo l'auto ad essere oggetto delle mire dei "capitalisti" abbiamo ben altri esempi da Couchsurfing a tutto un certo "teorico" mercato equo solidale. Stiamo parlando, probabilmente, del vero punto di forza del capitalismo capace di adattarsi e metabolizzare qualsiasi cosa possa coinvolgere una certa quantità di consumatori, quello che realmente siamo. 

domenica 22 maggio 2016

Glifosato

Non ho mai nascosto la mia scarsa fiducia in molte di queste organizzazioni sopranazionali, che hanno costi di struttura altissimi e sulla cui efficacia vi è molto da dire. Uno dei miei bersagli "preferiti" è quella di cui è riportato il logo, l'organizzazione mondiale della sanità. Ne ho già parlato in ottobre quando i soloni del WHO hanno dichiarato guerra alla carne rossa. Come dissi vi sono molti motivi per limitarne il consumo ma da li a demonizzarla ne passa. E invece quando si parla di glifosato le cose cambiano. Francamente non è così chiaro se questa sostanza (creata dalla Monsanto) sia pericolosa ma almeno un dubbio mi pare ci sia. E in caso di dubbio diventa "facile" intervenire, basta limitarla o nella ipotesi peggiore proibirla, ma qui si va a toccare interessi specifici mentre nel caso della carne si colpiva tutto e non si colpiva nulla anche perché le differenze tra le varie modalità di allevamento dei bovini (principalmente) sono davvero tante. Ho la netta sensazione che alla fine non prenderanno posizione sulla questione del glisofato, tanto se sei un dipendente di queste associazioni ti puoi permette di mangiare biologico, quello vero, quello costoso.

sabato 21 maggio 2016

Giacinto

Forse non tutti sanno che il vero nome di Marco Pannella era Giacinto. Capisco benissimo che a uno non piaccia il proprio nome visto che anch'io detesto abbastanza il mio ma vivere con questa "dualità" non è da tutti. E certamente Marco non era uno come tutti, ma attenzione questa non è una considerazione di merito. Ha segnato, nel bene e nel male, quasi quattro decenni di politica italiana (e direi che ha persino travalicato gli angusti confini della penisola). Io non l'ho mai votato come partito ma ho dato il mio voto (favorevole)  ad alcune sue iniziative referendarie. Direi che proprio per alcune sue battaglie tutti dobbiamo essergli grati ma oggi, dopo la sua morte  pare che siano diventati tutti radicali (invece onore al merito per Vasco Rossi che lo ha sempre sostenuto). L'ho già detto la morte è una grande riconciliatrice e quando uno come Marco la incontra in tarda età diventa ancora più facile dimenticare i passi falsi del passato come aver portato in parlamento Cicciolina e Capezzone. Ma certe conquiste o meglio certe libertà che noi oggi diamo per acquisite le dobbiamo proprio a lui questo è meglio non scordarlo.

giovedì 19 maggio 2016

Alitalia

Torno a parlare di Alitalia (comincio a ripetermi) sollecitato dall'amica Francesca che mi segnala questo articolo di "Repubblica". L'argomento sono le nuove divise della ormai ex compagnia di bandiera. Il suo commento riguarda la spesa inopportuna che ne deriverà considerato il momento "delicato" della azienda. Difficile non essere d'accordo ma forse l'amica Francesca dimentica il suo stesso passato. Qui parliamo di una compagnia che è di fatto passata di mano e quale occasione migliore per gli strateghi del marketing per dare "un segnale di discontinuità" con il passato? Infatti è stato scelto lo stilista, Ettore Bilotta, italiano (anche se mi perdonerà il fatto che mi fosse perfettamente sconosciuto) che ha disegnato le nuove divise di Etihad (il nuovo boss di Alitalia per chi se ne fosse dimenticato). E poi le ormai vecchie divise vantavano quasi 20 anni di onorato servizio. Ma ovviamente i costi di questi operazione ci sono ma ormai le spese per loghi, corporate image, pubblicità istituzionali e quanto altro fanno parte di "oneri" che possono magari essere contenuti ma non certo eliminati. E per converso generano pure tutta una serie di figure professionali e danno da lavorare ad un tot di entità esterne. Recentemente ho scoperto una nuova figura che può certamente far parte di queste categorie : lo "story teller". A parte il nome inglese (necessario però perché la traduzione, soprattutto per un milanese , rischia di essere "caccia balle") la professione in oggetto è quella di raccontare la genesi, la struttura, gli obiettivi (pardon la "mission") di una azienda. Non che sia una reale novità ma adesso è stato istituzionalizzato e per quello che ho potuto capire può anche essere ben remunerato. Nei paesi occidentali non si possono più avere operai quindi bisogna pur trovare un lavoro alla gente, e se non c'è allora ce lo inventiamo come tutte le nuove "professioni" nate intorno al web. Per cui cara amica posso solo citare Bogart : "è il capitalismo bellezza e non puoi farci nulla".


martedì 17 maggio 2016

Anche questa

Anche questa è Italia ma faccio davvero fatica a riconoscermi nel video pubblicato su "Huffington Post". La vicenda narrata è questa : un uomo fugge ad un posto di blocco, un auto dei carabinieri lo insegue e lo blocca. Ma a questo punto intervengono tutta una serie di figuri che costringono i due carabinieri a lasciare il fuggitivo e, giusto per terminare l'opera, alzano le mani sui due militari che (fortunatamente) se la caveranno con qualche escoriazione. Tutto questo succede nel quartiere Nesima di Catania e credo che la stessa scena si sia già svolta anche in certe aree del Napoletano. Ma anche temo in certi quartieri periferici di Milano. E la cosa davvero impressionante è che, se vi prendete il tempo per guardare il video (dura poco), noterete che nella piccola folla che circonda i carabinieri non vi sono immigrati o est europei ma solo italioti (la maggior parte un po' sovrappeso). A tutti quelli che strepitano contro gli immigrati occorre ricordare che le regole devono valere per tutti, anzi, direi in  primis per noi cittadini.