lunedì 30 marzo 2015

Stramilano

Posso testimoniare che il leader della Lega, Matteo Salvini, era alla partenza della Stramilano, poi non l'ho iù visto ma con tutti i selfie a cui si sarà sottoposto forse sta ancora cercando di raggiungere il traguardo. Facezie a parte credo che un po del suo fotogenico sorriso gli si sarà smorzato quando ha sentito dei risultati elettorali francesi. Per chi avesse scordato la nostrana Lega ha stretto u'alleanza con il Front National di Marine Le Pen (figlia di cotanto padre). Il dettaglio che a molti entusiasti della Lega è sfuggito è che questo è un partito di estrema destra, non di destra. E tanto per chiarire meglio nelle ultime elezioni (amministrative) francesi ha trionfato l'UMP, partito di centro destra, rinvigorito dal ritorno in polica di Nicolas Sarkozy. Questo è il partito di Jacques Chirac tanto per intenderci uno che non salutava nemmeno il padre della Le Pen. Il tanto temuto trionfo Front National non vi è stato, ossia nessun "dipartimento" (le province francesi) è andato alla estrema destra, ma il partito della bionda Marine può contare sul voto di un francese su 4. Come ho già scritto la stampa ha ingigantito la crescita del Front National, che era in odore di divenire il primo partito, ma resta comunque un risultato lusinghiero (per Marine) ma preoccupante (per noi). Del crollo dei socialisti francesi parliamo un'altra volta, ma per restrare nella nostra penisola devo dir che la situazione della destra italiana mi fa quasi rimpiangere il buon vecchio Silvio. 

domenica 29 marzo 2015

Utah

La notizia è di pochi giorni fa (vedi) : lo stato dello Utah ha reintrodotto la fucilazione! Attenzione la pena di morte era già in vigore, ma veniva comminata attraverso l'iniezione letale. Sembra, però, che sia sempre più difficile trovare aziende che producono le sostanze che servono appunto per l'iniezione. Se non si trattasse di un argomento maledettamente serio sarebbe da chiudere qui il post con un battuta, ma parliamo di pena di morte. Mi sono già espresso ma ribadisco volentieri che sono contrario. E senza scomodare motivazioni etiche o religiose (queste poi non mi sono proprie), mi basta una "pascaliana" considerazione : dato che la giustizia non è infallibile (e come potrebbe esserlo) se devo scegliere preferisco un colpevole a piede libero che un innocente appeso, fucilato o fritto sulla sedia. Certo la giustizia non può essere perfetta e non possiamo altro che accettarne le sentenze (altrimenti non serve a nulla) ma siccome siamo esseri raziocinanti almeno il dubbio ce lo possiamo / dobbiamo permettere. Mi riferisco alla recentissima assoluzione in Cassazione della coppia Sollecito / Knox (risparmiatemi il riassunto). La Cassazione è l'ultimo grado di giudizio previsto in Italia e si presuppone che sia composta da magistrati di un certo valore. Ovvio che non sono un fine conoscitore della materia ma dopo 8 anni abbiamo una ragazza morta che non ha ucciso nessuno? Francamente scarterei l'ipotesi del suicidio, quindi chi ha commesso questo crimine? Giova ricordare che intanto è detenuto un certo Guede, condannato per aver commesso l'omicidio di Meredith in concorso con "altri". Peccato che gli "altri" sono stati dichiarati innocenti quindi? Quindi delle due l'una (credo) o questo signore (Guede) l'ha ammazzata da solo oppure è innocente anche lui. Giova altresì ricordare che Guede è un tipo, come direbbe Silvio (Berlusconi), abbronzato. Davvero una bella contrapposizione con gli altri due che hanno sempre sfoggiato un pallore preraffaellita. Occorre leggere le motivazioni della sentenza della corte di Cassazione ma da uomo della strada dubito che potrò capirle e, soprattutto, esserne convinto. Forse sarà salva la dottrina giuridica, ma a spiegarlo ai genitori di Meredith vorrei che fossero proprio quei giudici. "L'operazione ha avuto esito positivo, ma il malato è morto".

sabato 28 marzo 2015

Piloti

A pensar male si fa peccato.... Quante volte ho citato questa frase ma sembra essere un po il leitmotiv dei nostri tempi (assieme a son tutti ...). Mi riferisco alla recente sciagura del volo Germanwings e non voglio pensare (male) che alla compagnia (nonché alla assicurazione) faccia molto più comodo attribuire lo schianto ad un comportamento umano (chiamarlo errore mi sembra troppo) anziché ad un problema tecnico. Quindi credo alla versione "ufficiale" dei fatti ossia che questo disgraziato abbia voluto suicidarsi trascinando nell'abisso della sua pazzia altre 150 persone. Ora verranno prese delle misure, delle precauzioni : in cabina di pilotaggio sempre due persone. Ma saranno armate ? Domanda non oziosa perché se uno da fuori di testa come lo fermiamo? I sedili saranno elettrificati, così da stordire il male intenzionato? Ma tutto questo perché questo copilota ha "semplicemente" e "facilmente" nascosto i suoi problemi psichici (mica la gastrite) ? Dobbiamo ringraziare (probabilmente) una demenziale legge sulla privacy che ha permesso di volare ad un soggetto, a dir poco, instabile? Perché se quella prescrizione fosse stata mandata in copia alla compagnia forse quest'ultima avrebbero preso provvedimenti. E invece no, però abbiamo tutelato la sua privacy, anche a costo di 150 morti. Non voglio fare battute ma meglio un pilota a terra che 150 persone in cielo.

mercoledì 25 marzo 2015

Germania

Non voglio parlare del disastro aereo. Per adesso è tempo di indagini per capire cosa è successo. No voglio stare più sul leggero visto il pesante bilancio della sciagura. Pochi giorni fa è arrivata la conferma di ciò che si "temeva": il gran premio di Germania di formula 1 non si terrà. I motivi sono ovviamente economici e si potrebbe vedere un segno del mondo che cambia: le vecchie potenze europee arrancano ed è giunto il tempo di fare spazio agli emergenti ed infatti proprio quest'anno vi è il debutto del gran premio del Messico (peraltro esordisce anche il gran premio di Argentina di moto e qui c'è molto da disquisire). Giusto, peccato che alcune di questi nuovi "ricchi" poi si rivelino insolventi come è stato il caso della Turchia, ma qui si parla della corazzata tedesca uno delle primarie economie del pianeta. Un paese che ha fatto dell'auto una sorta di culto e che ha riempito le strade del mondo di veicoli che hanno senso solo se pensati per le loro illimitate (nel senso che non ci sono limiti di velocità) autobahn. E senza considerare che l'ultimo mondiale è stato vinto a man bassa dalla Mercedes mentre i 4 precedenti da un pilota tedesco Vettel. Nessuno si è fatto avanti per ripianare i debiti? Forse i gestori del gran premio del nurburgring sono vittime dello stesso rigore tanto amato da Angela Merkel? Come dicono gli americani: "a taste of your own medicine".

martedì 24 marzo 2015

Bisanzio

L'amico Maso mi segnala questo articolo de "La Stampa" che parla della Zona a Traffico Limitato di Roma. In pratica l'articolo (in realtà una lettera) ci mostra una "particolarità" di questa ZTL. Tanto per cominciare chiedere un permesso giornaliero costa 102 Euro (non proprio uno scherzo) ma la cosa ridicola è che la sanzione per l'entrata nella ZTL è di 94Euro. Davvero i conti non tornano. Poi bisogna anche fare i conti con tutta una serie di documenti che vanno presentati e al fatto che i suddetti 102 Euro vanno versati con ben 3 distinti bollettini. Forse non siamo mai riusciti a guarire dalla sindrome di Bisanzio, termine da me coniato per stigmatizzare queste situazioni dove la complicazione sembra quasi generata per una maligna volontà. Inutile dire che il mittente della lettera ha ragione da vendere quando chiosa dicendo che pagherà la multa, tanto gli costa meno e ci mette meno. Ma non mi trova d'accordo quando ironizza sui documenti da presentare tra cui il DURC e la revisione del veicolo. Ora sul primo si può forse obiettare ma sul secondo molto meno. L'ho già detto è una merda che in Italia non esista un database ove per ogni targa esista l'indicazione se tale veicolo è in reogla con assicurazione e revisione. Pare che ci si stia arrivando almeno con l'assicurazione e all'alba del 2015 meglio tardi che mai. Ma purtroppo il problema non è solo di arretratezza informatica, è il (mal) costume tipicamente italiano che ci rende allergici ai controlli e quindi in mancanza di metodi asettici come quelli elettronici ci permette di schivare, contestare, rimandare. Perché per noi abitanti della penisola la democrazia è fare quel c...o che uno vuole, salvo poi chiedere a gran voce, che anche la singola istanza venga tutela nei confronti degli altri (anche se questi rappresentano una maggioranza). 

domenica 22 marzo 2015

Parole, parole

Di solito una notizia come questa dovrebbe "limitarsi" a poche righe di pura e semplice divulgazione. Mi riferisco al fatto che da pochi giorni è possibile acquistare il biglietto per i mezzi pubblici di Milano tramite un SMS. Giustamente ANSA la riporta come semplice trafiletto. Ed in effetti direi che non vi è molto da aggiungere, forse si può auspicare che sia un poco meno macchinosa della modalità utilizzata per pagare la sosta tramite SMS ma tant'è. Invece dando una occhiata a qualche social network scopro che più di uno si è sentito in grado e in dovere di commentare. Un commento tra i più gettonati è : "con tutti i problemi di Milano proprio questo?". Difficile ribattere altro che questo modo di pensare (ma siamo sicuri che di "pensiero" si tratti?) è una cazzata. Ovvio che ci sono altri problemi, ma allora perché questi moderni Platone non si preoccupano dei problemi italiani, europei o mondiali? Inoltre l'azienda trasporti fa il suo mestiere mica si può occupare, ad esempio, della crisi delle vocazioni. Anzi meglio che ognuno faccia il più possibile il suo mestiere e ne ha già più che a sufficienza. Ma il commento che mi ha "costretto" a scrivere questo post è stato : "ma chi mi ripaga del costo del SMS?". Non voglio neppure far presente allo scrivente che oggi la stragrande maggioranza degli utenti ha SMS se non illimitati, quasi quindi con un costo non facilmente calcolabile. E poi, se questa fosse l'unica modalità di acquisto possibile, la polemica sarebbe capziosa ma se proprio uno vuol rompere i "cosiddetti" si può ipotizzare una sorta di aumento nascosto delle tariffe. Ma siccome puoi sempre andare alla macchinetta armato di monete metalliche (o anche altri mezzi) la piantino di vomitare parole inutili.
Ps mi rendo ben conto che lo stesso vale per me, ma spero che nel caso di commenti davvero inutili mi venga fatto tempestivamente notare.

sabato 21 marzo 2015

Stampa

Mestiere difficile quello del giornalista, ma questo non significa che è impossibile farlo (bene). Ma troppo spesso i giornalisti si dimenticano che alla base del loro lavoro vi sono i fatti, poi arrivano i commenti (se no facciano i saggisti). Ma i fatti sono quel che sono, anche se va detto non sempre è facile saper "leggere" la trama degli avvenimenti ma è il loro lavoro o no? Quindi attenzione a cercare di "forzare" i fatti in modo che si "adeguino" ai commenti. Un esempio lampante di ciò che cerco di dire (ammetto il concetto è un po arduo) lo abbiamo avuto pochi giorni fa nelle elezioni che si sono svolte in Israele. La stampa "principale" italiana dava per sicura la sconfitta del premier in carica Nethanyahu, anche se (bontà loro) ipotizzavano una vittoria di misura del candiato del centro sinistra, tale Isaac Herzog. Il risultato è stato ben diverso, "Bibi" Nethanyahu ha battuto nettamente il rivale. Ora i media nostrani hanno parlato di rimonta ma leggendo quà e là forse la vittoria non è stata poi così una sorpresa. Personalmente sono un po preoccupato dalla riconferma di Netahnyahu, che non fa certo prevedere una pacifica soluzione per il problema palestinese, ma io non vivo in Israele e quindi faccio fatica a capire gli umori locali, che sono quelli che ovviamente hanno condizionato il voto. Ma come mai i nostri giornalisti, come Molinari, inviati laggiù non sono riusciti a raccontarci come stavano davvero le cose? Posso solo ipotizzarlo, facendo un parallelo con gli Stati Uniti d'America. Quasi unanime è il consenso che raccoglie il loro presidente, Barak Obama, eppure il presidente che ha portato gli americani fuori dalla peggior crisi economica dopo la seconda guerra mondiale, è stato sonoramente battuto alle ultime elezioni (risultato anche questo che ha sorpreso). Come mai? Forse vivere a New York o San Francisco, in belle zone, in belle case distorce la visione della realtà. Ovvio che anche le feste degne del grande Gatsby sono l'America, ma ne esiste molta altra. Forse fare il giornalista vuol dire anche frequentare gente "normale" e non solo salotti "privilegiati".

giovedì 19 marzo 2015

Tun(Isis)

Non vuole essere un macabro gioco di parole ma una crasi per sintetizzare quello che ci è stato sbattuto in faccia l'altro giorno. Con l'attentato di Tunisi anche la Tunisia enra nei paesi a rischio (conclamato ormai) terrorrismo. Tutti concentrati sulla Libia ma la confinante Tunisia, a pensarci bene, era poco probabile che non fosse infiltrata da membri dell'Isis. Merito di controlli alle frontiere diciamo approssimativi, ma anche merito di tutta una serie di connivenze. Fanno bene, anzi benissimo, i tunisini a protestare. Come ho già scritto la battaglia contro l'Isis possono solo vincerla così. L'Occidente può riempirli di missili, ma deve essere la popolazione (diciamo quella di fede islamica) a prendere le distanze, a far sparire quel sottobosco di "simpatie" dove l'Isis raccoglie adepti. Questo per evitare che quel poiltico olandese abbia ragione nel dire : "è vero che non tutti i mussulmani sono terroristi, ma è altresì vero che tutti i terroristi sono mussulmani". Ci dimostrino che sbaglia. 

martedì 17 marzo 2015

Fine del mondo

Come riporta "Punto Informatico" quest'anno potrebbe esserci un momento davvero critico per Internet, e quindi per la maggior parte di noi. In breve il 30 giugno a mezzanotte (quale peraltro , quella di Greenwich?) gli orologi (compresi quelli atomici come da foto) verranno "rallentati" di un secondo per adeguarsi al rallentamento della rotazione terrestre. Ora questo manderà con molta probabilità in tilt un certo numero di applicazioni che hanno bisogno di calcolare tempi al secondo. Non parliamo certo di un evento della portata del "famoso" Millenium Bug ma qualche casino ci potrebbe essere. Quindi occhio alla notte tra il 30 giugno e il 1 luglio 2015. Ma in realtà esiste una data molto più pericolosa, una data davvero da fine del mondo! Tranquilli non voglio fare concorrenza a Luca Mercalli, il cui programma pare sia "virato" sul catastrofismo (ne ho solo letto, mai visto), ma il problema è assai serio. Come riporta Wikipedia alle 03:14:07 di martedì 19 gennaio 2038 (merda ci tocca pure una levataccia) finisce il mondo! La motivazione tecnica è un poco prolissa ma diciamo che una marea (e qui non sto scherzando) di applicazioni utilizza questa tecnologia di misurazione del tempo che si "ferma" tra 23 anni. Vi è molto tempo ma non abbastanza per dire che se ne occuperà qualcun altro. Per cui altra data da segnare.
Ps può sembrare beffardo ma molto probabilmente le applicazioni che si occupano di finanza saranno immuni dal problema visto che sono "obbligate" a ragionare per periodi ben superiori a 23 anni. Comunque consiglio un bel prelievo di soldi (bitcoin?) lunedi 18 gennaio 2038. 

lunedì 16 marzo 2015

Crocefisso

Forse pochi ricordano il soggetto raffigurato : si tratta di Adel Smith che agli inizi del secolo si distinse per la sua battaglia volta ad eliminare il crocefisso dai luoghi pubblici quali scuole, ospedali. Avrà certo esultato leggendo della sentenza della Alta Corte di Karlsruhe (la corte costiutzionale tedesca) che permette alle insegnanti (islamiche) di portare il velo, sentenza che va in direzione esattamente opposta ad una recente francese. La stampa italiana di destra ha subito colto la palla al balzo per stigmatizzare la sentenza in funzione anti sinistra, come ha fatto il "Secolo" (vedi). Hanno fatto un po di confusione perché il crocefisso a scuola è un simbolo posto direttamente dall'istituto quasi a voler dichiarare la confessionalità della scuola stessa, mentre il velo islamico è del tutto paragonabile al velo di una suora o al collarino di un prete. Ma non mi lascerei andare a certi proclami entusiasti sentiti a sinistra, perchè ci si dimentica che molti mussulmani si sentono "offesi" dalla croce, essendo essa il simbolo dei crociati, il simbolo di un nemico con il quale hanno combattuto per secoli (ed infatti non hanno neppure la "Croce Rossa"). Bene allora mi permetto di affermare che il velo mi ricorda l'Isis e quindi come la mettiamo? Dobbiamo dimostrarci superiori tollerando il velo? Ma allora siamo superiori? Mia nonna diceva che deve usare la testa chi ce l'ha, ma rammento che l'Isis vorrebbe allegramente tagliarcela la testa!
Ps Adel Smith ha esultato postumo, visto che è morto nell'estate del 2014, ricoverato nell'ospedale "San Salvatore", sont utti ....