domenica 15 marzo 2015

Modelli

Fa benissimo l'amministrazione comunale di Milano a prendere come modello quello di certe città nord europee, ma il modello non può essere preso a metà. Come dire : bellissima l'Italia, peccato che ci siano gli italiani. Ma andiamo con ordine : ad inizio 2015, a Milano, sono state istituite le zone 30. Una è proprio a pochi passi da dove abito. Sono stati fatti tutta una serie di interventi sul "ben" noto arredo urbano che hanno reso in effetti più gradevole la zona ma non tutto è andato come doveva. La segnaletica orizzontale non è stata rifatta con il risultato che ci sono linee di mezzeria che si infrangono contro marciapiedi, alle prime piogge si sono create ampie pozzanghere che dimostrano che i problemi di drenaggio non sono stati considerati (e Milano non ha esattamente il clima di Riyadh). Diciamo che la volontà di terminare i lavori in tempo per l'Expo è stata cattiva consigliera (in fretta e bene di rado avviene). Ma non è questo il punto : nel ridisegnare la zona sono stati tolti dei parcheggi (per residenti) e sono stati creati degli spazi che nella bella stagione molto probabilmente ospiteranno tavolini o veri e propri dehors. Quindi potrebbero attirare clienti che renderanno, soprattuto alla sera, la sosta particolarmente "selvaggia". Ma dobbiamo aspettarci un maggior controllo da parte dei vigili? Questo non è stato neppure promesso. E poi arriviamo all'ultimo "problema" di queste zone 30 : ci saranno controlli che effettivamente auto moto (bici?) non superino i "fatidici" 30 all'ora? Non hanno installato rilevatori quindi dobbiamo aspettarci la classica pattuglia con l'autovelox mobile? Ma per favore! Quindi, ripeto, ben vengano le soluzioni di paesi certo più avanzati di noi, ma che siano applicate in toto, perché a dipingere un bel "30" per terra non serve un c...o.

giovedì 12 marzo 2015

Particolare

Particolare di sicuro, ma forse anche preoccupante. Non saprei in altro modo definire questa "notizia". L'amico Maso mi suggerisce questo link che porta ad un sito (web side di una radio) pro Iran. Nulla di strano se non fosse per il fatto che è tutto in italiano (e non tradotto con Google) e si occupa parecchio di fatti italiani. Ma essendo appunto filo iraniani ecco la "chicca" : un concorso letterario per ricordate (e chi lo scorda) il raffigurato Imam Khomeini. Per chi volesse partecipare deve affrettarsi (mi scuso per lo scarso preavviso) le opere devono essere sottoposte alla commissione entro il 20 marzo 2015. A parte il fatto che non sono sicuro di voler ricordare l'arcigno ayatollah ho una certa curiosità per quale tipo di opere verranno presentate, e quali premiate. Facezie a parte tutto ciò ricorda un po certi istituti per la cooperazione con l'est europeo quando ancora c'era la cortina di ferro, i quali non erano altro che covi di spie o, alla meglio, faccendieri. A pensar male etc etc ma certo guardando il sito hai l'impressione di una struttura non piccola e quindi costosa ma non vi è alcun banner pubblicitario. Forse un laico inside come me sorride davanti al sondaggio (presente al momento in cui scrivo) che chiede di votare la miglior motivazione per studiare l'Islam, ma visti il numero di europei che vanno ad ingrossare le file dell'Isis (che il sito proclama essere una creazione statunitense) un dubbio sorge spontaneo.

mercoledì 11 marzo 2015

Rubinetti

La notizia ha parecchio della bufala, animale che con l'acqua si sa ha un ottimo rapporto. Parlo del rubinetto sopra raffigurato che ha vinto un premio inglese. Come riportato (vedi) permetterebbe di risparmiare il 15% di acqua con in più un "appealing" (tanto per stare in terra d'Albione) effetto di turbinio d'acqua. La bufala sta nel fatto che i comuni frangi flusso portano ad un risparmio del 30% ed inoltre questo oggetto di design non permette la regolazione della temperatura dell'acqua (sa lui quale è la temperatura migliore per noi). Siamo alle solite : gli inglesi sono maestri (ma lo dico con più che una punta di invidia) nel fare marketing di tutto, dalle code a Wimbledon alle modelle border line. Ma porre l'accento sul risparmio d'acqua è uno dei miei pallini quindi ben venga chi, anche se dietro la "scusa" del design, pone la questione sul piatto. Le statistiche ci dicono che in Italia oltre il 30% dell'acqua si perde a causa delle perdite (mi vorrete scusare la ripetizione) del sistema di distribuzione, eppure nelle grandi opere non vi è traccia di una revisione del sistema degli acquedotti (in compenso finanziamo opere demenziali come la BreBeMi). L'ormai imminente EXPO ha posto un notevole accento sulle vie d'acqua, ma speriamo di non rimanere a secco.

martedì 10 marzo 2015

Rose

Siamo alle solite : dove tirare la "famosa" linea di confine? Il riferimento (vedi) è alla sentenza che ha tolto la sanzione di 5mila Euro al "classico" venditore di rose. Quello della foto in realtà é Antonio Albanese in un suo film. Ora il giudice ha ritenuto che non si trattasse di commercio abusivo (la sanzione era stata comminata per quel reato) ma di questua. Non voglio nemmeno polemizzare con la magistratura che spesso annulla multe sacrosante solo in nome di una tutela di una meglio precisato "debole", non voglio nemmeno entrare nel merito del caso specifico dove il cittadino del Bangladesh (eh si parliamo di un immigrato) pare offrisse rose ormai appassite. Parliamo di chi, come me, vivendo a Milano se decide di uscire la sera incappa più volte in questi venditori. Si venditori perché le rose che offrono non saranno di prima qualità (ma va') ma visto il numero di queste persone (vedere per credere) deve esistere alle spalle una struttura, una organizzazione che provveda a fornire i fiori. Capisco benissimo che questi sono gli ultimi, sicuramente sfruttati, anelli di una catena ma di commercio illegale si tratta quindi se qualcuno incappa in un controllo non si deve contestare il controllo stesso, bensì il fatto che questi controlli siano troppo sporadici, occasionali. E poi non vorrei parlare della insistenza di taluni di questi venditori (superati solo dai lavavetri ai semafori). Ma tanto per non ragionare in termini "assoluti" : sono stato a Monaco di Baviera e non ho visto questi venditori, non li ricordo a Londra, New York e direi anche Parigi. Forse un motivo c'è.

domenica 8 marzo 2015

Donne

Quasi scontato parlare di donne nel giorno dell'8 marzo. Eppure la strada per le donne è ancora lunga, molto lunga. Inutile parlare dei paesi islamici (che peraltro hanno vantato donne "importanti2 come Benazir Bhutto o Tansu Ciller), parliamo della Grecia. Il tanto apprezzato Tsipras, visto da molti come una sorta di paladino degli Euro oppressi, ha come squadra di governo quella raffigurata quà sopra. Noterete la unica e sparuta figura femminile che stride ancora di più se pensiamo che l'incubo della Grecia ha le fattezze un po tristi di Angela Merkel. E questo è pure un governo di sinistra. Non sono del tutto favorevole alle "quote rosa" perché bisognerebbe scegliere la persona più adatta a ricoprire un ruolo, senza forzature ma dopo i "casini" fatti dai governi precedenti tutti molto maschili magari qualche "ministra" non ci stava male.

sabato 7 marzo 2015

Unesco

L'Unesco ha definito "crimine di guerra" la recente distruzione del sito archeologio di Nimrud, da parte dell'ISIS (vedi). Come già successe con i Buddha da parte dei Talebani. Qualcuno potrebbe disquisire che un conto è distruggere qualche vecchia pietra, un conto è sgozzare, lapidare, bruciare. Vero ma anche falso perchè dietro questa furia iconoclasta di nasconde la stessa violenza cieca che porta alle esecuzioni di cui sopra. Questi non hanno mica raso al suolo un Apple Store o un McDonald, simboli dell'imperialismo americano. No sono andati a distruggere vestigia di un mondo che neppure immaginava l'avvento della religione islamica. Quindi una violenza davvero difficile da comprendere, se non letta nella chiave di un fondamentalismo ottuso. D'altra parte cosa si può aspettare da questi militanti dell'Isis. Gente per cui le donne o sono uteri o sono vagine? Gente che ancora non mangia il maiale scordandosi che hanno inventato i frigoriferi (e credendo quindi che un dio si preoccupi delle norme igieniche)? Ma fintanto che avranno il petrolio a finanziarli (e quindi armarli) non bisogna sottovalutarli e soprattutto dobbiamo evitare certi errori diplomatici (come in Siria o Libia) che fanno il gioco di questi ignoranti. Infatti perché codesti dell'isis non si fanno un giro nel Golfo Persico a vedere come i loro "fratelli" sunniti seguono il Corano.

venerdì 6 marzo 2015

Fine

Forse stiamo per assistere alla fine del mito del bancario.  In questi giorni si stanno discutendo i nuovi contratti del settore bancario.  Le "novità" sono tante ma poche saranno gradite ai bancari.  Non mi interessa analizzare i 5 (mi pare) punti sul tavolo ma come i sindacati sembrano ignorare il cambiamento che negli ultimi anni è avvenuto. Le rendite di posizione ottenute nei "favolosi" 70 sono state demolite (almeno in buona parte). Non voglio entrare nel merito se si tratta di una cosa giusta oppure no ma questa è la realtà meglio farsene una ragione al posto di arroccarsi sulle proprie posizioni e sperare che questa sia solo una moda passeggera. Certo che quando poi pensi ai privilegi che si auto attribuiscono certi dirigenti del settore, alle cazzate fatte dalle banche ( e rimediate dallo stato quindi dai nostri soldi) la voglia di prendere una bella tessera Cgil non può che venire. Ma vivere nel passato non ha mai risolto i problemi del futuro.

giovedì 5 marzo 2015

Molto rumore

"Much ado about nothing" diceva in tempi non sospetti il buon William (Shakespeare se non lo avete riconosciuto). E ambientava la sua opera guarda caso a Messina, in quella Italia che con Spagna, Portogallo e soprattutto Grecia fa parte dei "PIGS", i cattivi dell'Euro, quelli dalle mani bucate (l'Irlanda grazie ad una legislazione fiscale da paese delle banane sembra ormai essere uscita da questa combriccola). Mi riferisco alle ultime "evoluzioni" della situazione greca. Tanto per riassumere : le premesse / promesse del governo Tsipras si sono infrante contro il muro tedesco, ben rappresentato anche a livello "visivo" dall'arcigno ministro Schauble (scusate non trovo la umlaut sulla tastiera). Di uscita dall'Euro manco a parlarne, devono solo restituire i soldi prestati. In realtà il nuovo governo ha ottenuto condizioni migliori del suo predecessore ma la ristrutturazione "vera" del debito è stata bocciata e quindi i greci hanno dinnanzi anni (temo proprio che parliamo di anni) di sacrifici. Ben gli sta si può facilmente affermare visto che hanno truccato le carte per anni, ma sarebbe davvero un discorso troppo massimalista. Prima o poi anche l'inflessibile Angela Merkel dovrà prendere atto che sono ormai 8 anni che esporta troppo nei paesi UE e che questo fatto crea delle tensioni sui tassi (il famoso spread) che non fanno bene a nessuno, neppure ai tedeschi. Infatti per "rinvigorire" i loro portafogli, pieni di titoli con rendimenti da prefisso telefonico, si sono buttati a capofitto sui titoli greci che promettevano rendimenti da sogno. Ma i sogni, si sa, muoiono all'alba.

lunedì 2 marzo 2015

Partenza (falsa)

Allora sembra che questo sarà il mese da cui è possibile richiedere il TFR in busta paga. Sembra perché manca un decreto attuativo e quindi la tanta "twitterata" riforma non è partita da gennaio e potrebbe non partire neppure da marzo. Ma c'è ancora qualche giorno prima del 27 marzo, fatidica data entro la quale i giochi dovranno farsi. Sulla riforma i pareri sono largamente contrari e con qualche ragione visto che "anticipare" il TFR vuol dire sottoporlo ad una maggiore tassazione. Ma non dimentichiamo il detto "meglio un uovo oggi che una gallina domani" e non si può escludere che la tassazione separata di cui oggi godono le somme accantonate venga modificata. Non è certo un diritto acquisito come ben sanno tutti gli esodati della riforma Fornero. E poi il fatto che il TFR esista praticamente solo da noi qualcosa vorrà pur dire. Ma tornando ai pareri mi sembra "interessante" quello di Confesercenti. Come riporta "Ansa" la associazione ha commissionato un sondaggio (ahi) a SWG dal quale emerge che solo il 6% chiederà il TFR, ma di questo esiguo drappello solo il 19% farà uso dei soldi in più per acquistare beni. E cosa faranno gli altri? Land grabbing in Malawi, startup in Vietnam o forse (peggio) si lanceranno ad acquistare titoli di stato tedeschi a rendimenti negativi? Nulla di tutto ciò : useranno quei soldi per saldare debiti pregressi (ipotizzo : le rate condominiali?). E secondo la Confesercenti questo lo qualifica come flop! Come se nei debiti pregressi non ci siano beni  acquistati presso quegli esercizi che fanno parte della Confesercenti stessa. Ma cosa volevano ? Un coupon per l'acquisto di Iphone 6 o Galaxy 6 (cellulari per chi fosse stato su Marte negli ultimi 10 anni) ? Quanti negozi sono falliti proprio perché la gente non saldava i debiti contratti? Quante aziende sono in difficoltà ad erogare il TFR proprio per i pagamenti non ottenuti (e giova ricordate che il TFR non sono soldi dell'azienda)? Quando si dice critica costruttiva.

domenica 1 marzo 2015

Ciucci

L'amico Maso mi segnala questa "perla". Faccio il solito riassunto per coloro che non avessero il tempo (o la voglia) di leggerlo : il presidente e amministratore dell'Anas (azienda "vagamente" statale) si è licenziato nel 2013 avendo raggiunta l'età pensionabile. Ma non ha dato le dimissioni, si è proprio licenziato da solo ottenendo così un risarcimento per mancato preavviso (da parte di lui medesimo) pari alla modica (?) cifra di 779.682,83 Euro (per amore di precisione). Non pago (è il caso di dirlo) questo ineffabile manager è tuttora pensionato (non credo a pensione sociale) e amministratore e presidente di Anas in barba al detto "largo ai giovani". E in barba alla privacy il suo nome è Pietro Ciucci (ora vi spiegate la foto). E si può dire che ciucci lo è di nome ma non di fatto vista la furbata che ha fatto. Ora io sono contro la pena di morte (in questi casi poi) ma l'esilio non si potrebbe ripristinare? Senza, ovvio, pensioni e prebende d'oro. Ma, in effetti, quale paese vorrebbe prendersi dei loschi figuri come questi?